Fruttato di buona intensità.
Note fresche e verdi. Senori di mandorla, pomodoro e sfumatura di mela e carciofo.
Olio extra vergine di oliva dai di buona presenza ideale per accompagnare piatti spenti o dai sapori morbidi e tenui.
C’è un istante esatto, alle porte della primavera, in cui la natura smette di sussurrare e inizia a cantare. È un risveglio soave, un’armonia che si diffonde nell’aria prima ancora di toccare la terra. Per me, questo è il preludio del Rusignolu di Agricola Giuliano: non un semplice olio, ma un’eco imbottigliata che porta il nome, fiero e delicato, dell’usignolo sardo.
In questo angolo di Sardegna, la cultivar autoctona Semidana non viene semplicemente raccolta, ma viene ascoltata ed esprime un fruttato di intensità media, caratterizzato da una tendenza fresca e che ricorda frutti ancora immaturi e verdi.
E una volta versato che la sua melodia prende forma in un assolo sorprendente. Al palato l’esordio è un morso croccante di mela verde, freschissimo, che piano piano sfuma nell’abbraccio più morbido della mandorla, fino a posarsi su quella nota vegetale di pomodoro che vibra di vita.
In questo spartito liquido, l’amaro e il piccante non risultano mai fuori posto; sono invece le note portanti di un pentagramma perfetto, che si rincorrono e si fondono in un profilo armonico, impregnato di emozione. La chiusura è segnata da una persistenza lunga e pulita, che prolunga il ricordo del frutto fresco.
Tutto questo nasce tra le campagne di Nurachi, dove gli ulivi sono strumenti vivi, accordati dal vento e dalla dedizione di mani che lavorano per amore. È un amore che sa di radici, di sudore e di quella paziente attesa che il miracolo si rinnovi ogni anno, regalandoci il dono raro di un autentico oro colato estratto direttamente dal cuore delle olive. Un assaggio che non è solo cibo, ma un vero e proprio racconto di terra e passione e che riconferma anche per questa sua seconda partecipazione alla nostra rassegna dedica all’olio extra vergine di oliva, la sua bontà assoluta.
A cura della Irene Denora
Tecnologa alimentare e ricercatrice presso UNIBA
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