Agricoltura biologica, una proposta che piace
Il cibo di origine biologica viene messo in tavola da un numero sempre maggiore di persone. L’Italia, in particolare, vanta numeri che evidenziano come nel nostro paese sempre più consumatori si orientino verso una scelta “più sostenibile”. Facendo riferimento ai dati di Federbio, vediamo come nel 2023 la spesa italiana nel settore biologico abbia avuto un valore di 5,4 miliardi di euro. Non a caso, l’Italia supera gli altri Paesi dell’Unione Europea per produzioni biologiche, potendo contare su 2 milioni di ettari coltivati con questa modalità. Questo dato corrisponde al 19% delle superfici, mentre le seconde classificate Germania e Spagna si fermano ad un valore dell’11%. Il risultato mette in luce un comportamento virtuoso della nostra agricoltura, che ci fa anche avvicinare all’obiettivo del 25%, fissato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Unione Europea.

“Senza pesticidi”? Si, ma non solo!
In generale, quando si parla di agricoltura biologica, si pensa ad un metodo di coltivazione che non fa ricorso a fitofarmaci. Effettivamente, le coltivazioni bio utilizzano prodotti in modo ridotto e regolamentato (Reg. (UE) N. 2018/848), evitando gli antiparassitari tradizionali di sintesi, di maggiore impatto per l’ambiente e scegliendo solo prodotti consentiti, più sostenibili per l’ambiente.
Tuttavia, definire questa agricoltura solo pensando a cosa “non” usa, sarebbe riduttivo e non renderebbe giustizia ad un sistema articolato, complesso e rispettoso. Entrare nei dettagli sarebbe molto tecnico ed esula dagli obiettivi dell’articolo. E’ utile però ricordare come tra gli accorgimenti utilizzati ci siano alcune tecniche come la rotazione delle coltivazioni, la messa a riposo del terreno, la concimazione naturale tramite il sovescio. Questi approcci implicano una conoscenza approfondita del suolo e delle sue proprietà, della pianta che si intende coltivare e delle componenti che entrano nel sistema in un gioco delicato di equilibri.

Si potrebbe fare un paragone tra la coltivazione ed il corpo umano. Come un organismo può ricorrere ai farmaci antibiotici raramente se ha un buono stato di salute ed un adeguato stile di vita che lo protegge, un sistema coltivato con i criteri biologici non ha bisogno di antiparassitari aggressivi perché le cure sapienti dell’agricoltore mantengono in salute il terreno e l’ambiente in cui è inserito.
Il cibo biologico è davvero una scelta sana?
I consumatori orientati favorevolmente al cibo biologico sono generalmente attenti a compiere scelte salutari, dove il valore del cibo non si limita al gusto ma comprende le proprietà nutrizionali ed il rispetto dell’ambiente. Dal punto di vista della sostenibilità, l’agricoltura biologica rappresenta sicuramente un elemento di salvaguardia, da incrementare per il rispetto della natura e del benessere animale.
Possiamo dire lo stesso anche sulla composizione degli alimenti? Si tratta davvero di cibi con un migliore profilo nutrizionale?
Diversi studi hanno provato a dare risposta, e una revisione del 2024 ha riassunto i principali dati ottenuti (A Comprehensive Analysis of Organic Food: Evaluating Nutritional Value and Impact on Human Health, Rahman et al, Foods, 2024).
Secondo questa analisi, i risultati delle ricerche richiedono di essere ampliati per avere ulteriori conferme; ad esempio, diverse prove hanno dimostrato un contenuto di ferro e magnesio nelle verdure biologiche, così come un livello più alto di fosforo e potassio nel BIO rispetto a quello ottenuto da agricoltura convenzionale. Tuttavia, non ci sono ancora prove sufficienti per generalizzare questa evidenza ed estenderla a tutti i micronutrienti, come vitamine, minerali, polifenoli.

Lo studio sottolinea però anche come i vegetali biologici presentino una quantità più bassa di sostanze pericolose per la salute come i metalli pesanti e come la ridotta esposizione a pesticidi si possa tradurre in benefici per salute, ad esempio nel corso della gravidanza.
Quindi, se da un lato gli studi non sono ancora numericamente così forti da portare a conclusioni definitive, i risultati ottenuti, assieme alla consapevolezza dei vantaggi per l’ambiente, sono un incoraggiamento ad orientarsi verso la scelta sana dell’agricoltura biologica.
Come capire se un prodotto è veramente biologico?
Alcune confezioni alimentari riportano diciture potenzialmente fuorvianti per l’acquirente. Spesso vengono utilizzate diciture con suggestioni ecologiche e salutari, come “eco”, “verde”, “green” o simili; tuttavia queste denominazioni hanno in genere una valenza commerciale, che non necessariamente identifica un metodo di produzione biologico.
I prodotti biologici, per essere considerati tali a tutti gli effetti, richiedono che venga apposto lo specifico logo dell’Unione Europea. La sua presenza assicura che l’origine biologica è stata certificata da un organismo o agenzia di controllo autorizzato.
Il logo biologico
Il logo è formato da stelle bianche che compongono una foglia su fondo verde, di dimensioni non inferiori a 13,5 mm per 9 mm (fanno eccezione confezioni molto piccole in cui può essere ridotto a 9 mm per 6 mm). I colori non possono subire modifiche, salvo il caso di stampa monocromatica in cui può essere bianco e nero.

Dove ci aspettiamo di trovare il simbolo BIO?
Secondo la normativa europea, viene apposto su prodotti in cui almeno il 95% degli ingredienti è di origine biologica (quelli non biologici devono essere previsti nella lista positiva (Allegato V del Reg. (UE) 2021/1165)). E’ invece facoltativo su prodotti sfusi, prodotti biologici importati da Paesi extra europei o prodotti che dall’UE vengono esportati verso Paesi terzi.
Residuo zero e Biologico: non è la stessa cosa.
Esistono prodotti che vantano sulla confezione un logo “Residuo Zero“. La dicitura può fare pensare che siano articoli derivati da agricoltura biologica, ma si tratta in realtà di filiere diverse e iter certificativi differenti.
Il logo “Residuo zero” garantisce che i pesticidi presenti nel cibo in vendita siano presenti in quantità minori di 0,01mg per kg. Si tratta di una quantità molto piccola, vicina allo zero e questo assicura al consumatore che nell’alimento gli antiparassitari di sintesi siano quasi assenti. Indubbiamente è un indice di salubrità, favorevole per il consumo di questo cibo, che rappresenta una scelta sana per la salute.
Tuttavia, le coltivazioni “Residuo Zero” non sono biologiche. Garantiscono la bassa contaminazione attraverso un uso razionale di pesticidi poco persistenti, applicati in tempi e concentrazioni adatte allo scopo, mantenendo di base un approccio più simile a quello dell’agricoltura tradizionale.
Ma il Biologico costa tanto?
Alcune caratteristiche proprie dell’agricoltura biologica, storicamente hanno reso i prezzi di acquisto mediamente maggiori rispetto ai concorrenti convenzionali. La buona notizia, per chi è interessato al BIO ma vuole fare attenzione anche alla spesa, è che esistono anche diverse possibilità di acquistare biologico contenendo i costi.
Le proposte di prodotti biologici sono ormai diffuse e capillari; esistono diversi canali in cui potere trovare questi articoli, spaziando dai piccoli mercati di produttori alle grandi catene. Il consumatore ha diverse possibilità di scelta, e spesso sono disponibili promozioni o linee a prezzi competitivi. Ci sono quindi sempre più occasioni per accostarsi al cibo biologico e poter fare una scelta sana senza dover sostenere costi troppo elevati.

Nessun commento. Sii il primo!