Negli ultimi anni il mercato delle preparazioni a base di frutta si è notevolmente ampliato, arricchendosi di prodotti caratterizzati da claims che evidenziano la presenza di zuccheri naturali o l’assenza di zuccheri aggiunti. Tuttavia, dietro queste diciture si cela una realtà complessa, spesso difficile da interpretare per il consumatore.
In questo articolo cercheremo quindi di fare chiarezza, analizzando il significato di tali indicazioni e fornendo gli strumenti necessari per una scelta più consapevole.
Che differenza c’è tra marmellata e confettura?
Partiamo subito da una differenza sostanziale. Spesso i termini marmellata e confettura vengono usati come sinonimi, ma in realtà si riferiscono a categorie merceologiche ben diverse.
La marmellata
La marmellata è quel composto di frutta costituito esclusivamente da agrumi (es. arance), con percentuale minima di 20% di frutta;
La confettura
La confettura è costituita da qualsiasi altra frutta (es. frutti di bosco), con percentuale minima di frutta del 45% (innalzata grazie alla direttiva breakfast, che entrata in vigore il 14 giugno 2026).
Una delle peculiarità delle confetture e delle marmellate è la presenza di zucchero. Lo zucchero nelle marmellate e nelle confetture funge da conservante naturale del prodotto finito: esso deve costituire il 60% del prodotto, salvo che l’etichetta non riporti la dicitura “conservare in frigo dopo l’apertura”, che consentirebbe l’utilizzo di quantitativi minori di zucchero.

Poiché i termini “marmellata” e “confettura” costituiscono denominazioni legali di un prodotto la cui composizione necessariamente deve prevedere lo zucchero, per tutte quelle preparazioni similari senza zuccheri aggiungi o light, non sarà possibile l’utilizzo delle denominazioni di cui sopra, ma si utilizzerà il termine “preparazione”, appunto.
Quindi la presenza di zucchero nella marmellata non è un male?
Esattamente! La presenza di zucchero nelle marmellate e nelle confetture, poiché funge da conservante, riduce il rischio batteriologico e consente una conservazione più lunga del prodotto, anche se la confezione è già stata aperta (oltre al fatto che comunque la frutta di per sé contiene naturalmente zucchero).
Cosa significa la dicitura “100% frutta” su marmellate e confetture?
Queste etichette potrebbero far desumere al consumatore che nel prodotto non vi sia zucchero, ma così non è, poiché troviamo altre fonti di saccarosio, come il succo di mela concentrato o lo zucchero d’uva. In questi casi non parliamo più di marmellata o confettura, bensì di composta.
La composta è un’altra preparazione alimentare a base di frutta, simile in consistenza alle marmellate o confetture, ma connotate da una percentuale di frutta decisamente più elevata (di solito compresa tra il 65% e l’80%) e da un quantitativo di zuccheri nettamente inferiore e spesso di diretta provenienza dalla frutta. Diversamente dalle marmellate e dalle confetture che godono di una rigida

Consigli per il consumatore
Queste preparazioni alimentari, seppur abbiano un elevato tasso zuccherino per loro natura, non andrebbero demonizzati! Un utilizzo ragionevole ed equilibrato del prodotto non nuociono assolutamente alla nostra salute.
Ma quale marmellata dovremmo scegliere, vista la molteplicità di prodotti presenti sul mercato?
Certamente va preferita la preparazione con un più elevato contenuto di frutta, in modo da essere certi di star mangiando un prodotto realmente nutriente per il nostro corpo. Di conseguenza, le composte risultano essere i prodotti migliori, ma ad oggi sul mercato si trovano comunque anche marmellate e confetture con una buona quantità di frutta e un buon equilibrio zucchero-frutta.
Inoltre, bisogna assodare che tutti quei preparati alimentari per i quali siano stati usati i già citati “zuccheri della frutta” (es. il succo mela e di uva) non sono necessariamente più sani. Essi, infatti, sono costituiti dagli stessi zuccheri che compongono il saccarosio (lo zucchero bianco), ovvero il fruttosio e il glucosio. Di conseguenza, la loro funzione ai fini della conservazione del prodotto e l’assorbimento del prodotto finito da parte del nostro organismo, è sostanzialmente equivalente.
La pectina che spesso troviamo nella lista degli ingredienti è un altro elemento da non demonizzare. Essa è una fibra naturale contenuta della buccia della frutta e il suo utilizzo è giustificato dalla sua funzione gelificante. In altri termini, aiuta la gelificazione delle preparazioni di frutta, senza dover cucinare per troppo tempo il prodotto, favorendo una maggiore preservazione delle vitamine e dei minerali della frutta.
E le marmellate e confetture light?
Bisogna stare anche attenti alle marmellate e confetture light, che promettono una riduzione consistente delle calorie del prodotto. La riduzione delle calorie è ottenuta grazie a due escamotage: la riduzione della frutta, con la conseguente riduzione della percentuale di frutta, dunque di zucchero e calorie; e l’uso di dolcificanti artificiali.


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