Uno degli alimenti più consumati al mondo soprattutto nella bella stagione e dagli studenti fuori sede è senza ombra di dubbio il tonno in scatola.
Ma che cosa lo rende così popolare? I principali motivi dietro al suo frequente utilizzo sono la praticità di utilizzo, la versatilità in cucina, la disponibilità sugli scaffali dei supermercati ,il costo più accessibile rispetto al pesce fresco e la prolungata conservabilità.
In questo articolo scopriremo come leggere l’etichetta e a quali aspetti fare attenzione in fase di acquisto per fare una spesa più consapevole.
Come leggere l’etichetta
Una delle informazioni da conoscere è senza ombra di dubbio la varietà di tonno.
Varietà di tonno in scatola
Le varietà di tonno più comunemente usate nelle conserve sono:
- il tonnetto striato: Il tonnetto striato (Euthynnus pelamis) prende il nome dalle striature longitudinali che presenta sulla parte ventrale e il suo peso normalmente è compreso tra i 3 e i 4 kg. La sua carne ha un colore chiaro e un gusto più intenso rispetto al tonno pinne gialle.
- il tonno a pinne gialle : Diffuso nei mari tropicali e sub-tropicali, il Tonno Pinne Gialle (Thunnus albacares) è una specie migratoria dall’alta capacità natatoria, si sposta in grandi banchi ed è in grado di percorrere enormi distanze, attraversando, in alcuni casi, anche interi oceani. Deve il suo nome al caratteristico colore giallo intenso delle pinne dorsali e ventrali che lo distinguono dalle altre specie di tonni.
Modalità di conservazione:
- tonno all’olio: si tratta di tonno conservato in olio che può essere di oliva o olio di girasole
- tonno al naturale: si tratta di tonno conservato in acqua con o senza l’aggiunta di erbe, spezie od aromi naturali
Tipologia di packaging:
- in vasetti di vetro
- lattine di alluminio
Di recente inoltre sono state aggiunte nuove referenze sugli scaffali dei supermercati come il tonno con un filo d’olio, con l’aggiunta di limone, pepe o peperoncino per gli amanti dei sapori più decisi.

Come fa il tonno ad avere una lunga data di scadenza?
La lista degli ingredienti di questo prodotto è in effetti tra le più semplici e corte che esistano sul mercato!
L’unico ingrediente utilizzato come conservante è il sale e il suo quantitativo è compreso tra 0,78 g e 1,5 g per 100 g di peso netto, a seconda del formato.
Dati questi elevati quantitativi di sale il consumo di questo alimento dovrebbe essere attenzionato in vista della raccomandazione dell’OMS di non consumare più di 5 grammi di sale al giorno. Numerosi studi infatti hanno dimostrato che vi è uno stretto legame tra la quantità di sale assunta con la dieta e la pressione arteriosa.
L’eccessivo consumo giornaliero di sale è, uno dei principali responsabili dell’insorgenza di ipertensione arteriosa che causa patologie dell’apparato cardio e cerebrovascolare.
Qual è la frequenza di consumo consigliata ?
Le linee guida per una sana alimentazione promosse dal Ministero della Salute consigliano un consumo moderato di tonno in scatola in quantità di massimo 100 g a settimana.
È necessario sapere che il tonno in scatola, così come altri grandi pesci quali pesce spada e nasello, contiene naturalmente mercurio e la sua presenza non dipende né dal tipo di confezione né dal metodo di conservazione, bensì dal contenuto stesso della scatoletta ovvero dal trancio di tonno spesso.
È proprio questo pesce che, come altri grandi pesci predatori, vivendo in mari contaminati, bio-accumula mercurio nel proprio organismo sotto forma di metilmercurio attraverso un processo noto come bio-magnificazione.

Per nostra fortuna però la sua concentrazione in una singola scatoletta è ben al di sotto dei valori limite di sicurezza. Pertanto consumandolo con moderazione non si incorre in rischi per la salute anzi, il tonno nelle giuste dosi è una buona fonte di omega 3.
Tuttavia le linee guida per una sana alimentazione sono più prudenti e restrittive riguardo al consumo di pesce in particolare in gravidanza.
Perchè limitare il consumo in gravidanza ?
L’eccessiva esposizione al metilmercurio durante la gestazione può danneggiare il sistema nervoso del feto, per cui è consigliabile alternare il tonno con altre specie ittiche a basso contenuto di mercurio.
Non di minore importanza è noto che un eccesso di sodio in gravidanza può contribuire a fenomeni come ritenzione idrica e sbalzi di pressione.
Infine, le confezioni in latta possono contenere alcune sostanze definite interferenti endocrini. Si tratta di composti chimici in grado di alterare l’equilibrio ormonale e, in caso di esposizione durante la gravidanza, possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo o immunitario del bambino. Veniamo ora ai consigli di acquisto del tonno in scatola!
Consiglio n.1
Sarebbe da preferire il tonno confezionato in vetro rispetto a quello in latta.
Perché? Il tonno in vetro è spesso considerato superiore e di migliore qualità rispetto a quello in scatola perché offre una maggiore visibilità della qualità del prodotto, infatti attraverso di esso è possibile controllare l’integrità dei filetti, solitamente più grandi, sodi e meno sbriciolati rispetto alla latta.
In aggiunta il vetro è un materiale inerte che non altera il sapore e garantisce una migliore conservazione organolettica. Il vetro non interagisce chimicamente con il contenuto, evitando il rischio di migrazione di sostanze dal contenitore (come BPA, talvolta presente nei rivestimenti delle lattine).
Consiglio n.2
Un importante particolare da attenzionare quando si sceglie il tonno è verificare la zona FAO in etichetta.
Che cos’è la FAO? La FAO è la zona in cui il prodotto è stato catturato o allevato. La FAO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha infatti suddiviso in 18 aree principali i mari del mondo per scopi statistici e per una corretta gestione delle risorse. Ogni area è regolamentata dalle normative internazionali per prevenire la pesca eccessiva e assicurare la riproduzione delle specie.

Tra queste le zone FAO meno inquinate sono la 27 e 37, ovvero il mar Mediterraneo. Le zone FAO più inquinate invece sono la FAO 61, 67, 71, ovvero Oceano Pacifico, Atlantico – zona nord-est – e il Golfo del Messico.
Tra le zone sovrasfruttate per il tonno pinna gialla figura invece l’Oceano Indiano con le zone 51 e 57.
CONSIGLIO n.3
Ma il tonno in scatola può essere sostenibile?
La crescente attenzione alla sostenibilità ha portato molti consumatori a interrogarsi sull’impatto ambientale del tonno in scatola. Fortunatamente, esistono opzioni con certificazioni che garantiscono pratiche di pesca sostenibili e rispettose dell’ambiente.
Un’accortezza è verificare che il tonno sia certificato MSC.
Lo Standard MSC per la pesca sostenibile viene utilizzato per valutare se l’attività è sostenibile e ben gestita secondo i 3 Principi che compongono lo Standard: salute della popolazione ittica, ridotto impatto della pesca, gestione lungimirante della pesca.
Esistono delle alternative al tonno in scatola ?
Ovvio che si! Le alternative migliori al tonno in scatola sono lo sgombro e le sardine particolarmente apprezzati per il loro apporto di omega 3.
Un’altra ottima fonte di omega 3 la si ritrova anche nel salmone in scatola e sicuramente avrai anche spesso sentito parlare delle acciughe del cantabrico.
Ma perché sono cosi famose e rinomate?
Ebbene, è tutta una questione di habitat e lavorazione.
Il Mar Cantabrico è un mare freddo, e le acciughe per sopravvivere all’inverno accumulano molto grasso. Non è un caso che vengano pescate solo in primavera, quando hanno il giusto equilibrio di carne e grasso, che le rende estremamente gustose.
Ovviamente anche la lavorazione contribuisce a donare pregio al prodotto.
Dopo la pulizia infatti i filetti accuratamente selezionati vengono messi sotto sale e lasciati stagionare per mesi, a volte fino a un anno intero ed è questo processo che permette di ottenere una carne compatta e molto saporita .
Inoltre in commercio è anche possibile trovare il tonno vegano.
Si tratta ovvero di un alternative vegetali che riesce a replicare l’esperienza del tonno con le proteine di pisello o di soia!

Conclusioni
In definitiva, il tonno in scatola resta un alimento pratico, versatile e spesso presente nelle nostre dispense, ma non tutti i prodotti sono uguali.
Saper leggere l’etichetta, valutare la provenienza del pesce, il metodo di pesca e la qualità dell’olio o del liquido di conservazione può fare una grande differenza, sia in termini di gusto che di sostenibilità.
Fare scelte consapevoli non significa rinunciare alla comodità, ma trasformarla in un’opportunità per portare in tavola un prodotto migliore, più sicuro e rispettoso dell’ambiente.
Dunque, la prossima volta che ti trovi davanti allo scaffale, bastano pochi accorgimenti per scegliere davvero il tonno giusto.

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