Nel panorama alimentare moderno negli ultimi anni si è assistito alla sostituzione delle convenzionali proteine di origine animale quali carne, pesce, uova e latticini con delle alternative vegetali grazie soprattutto alla crescente consapevolezza dei benefici per la salute e per l’ambiente di una dieta più vegetale.
Questa scelta viene intrapresa sia dai consumatori che seguono una dieta vegana o vegetariana per motivi etici o salutistici, ma anche dai consumatori più curiosi verso le novità in ambito alimentare.
Gli scaffali dei supermercati sono infatti pieni zeppi di prodotti etichettati con la dicitura ‘’plant based’’.Ma sappiamo cosa sono esattamente questi prodotti? O meglio siamo realmente consapevoli dei nostri acquisti?
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su questo argomento esplorando il vasto mondo delle alternative proteiche plant-based .
Che cosa significa plant-based?
Letteralmente plant based significa a base vegetale e quindi sotto questa denominazione possono essere racchiusi svariate tipologie di prodotti formulati a partire da ingredienti di origine vegetale come legumi, cereali, frutta secca, verdure, oli ecc…
La lista degli alimenti proteici plant based si arricchisce ogni anno di nuove referenze e soprattutto negli ultimi anni il mercato di queste alternative è cresciuto in modo esponenziale.
Tra questi alimenti rientrano prodotti vegetali a base di legumi e sottoposti a trattamenti di fermentazione come il tofu, il tempeh o ancora il seitan ma anche categoria di alimenti nati con l’intento di emulare i loro analoghi prodotti animali.

Questi ultimi sono stati pensati proprio per avere l’aspetto, il gusto e la consistenza dei prodotti a base animale. Solitamente contengono proteine isolate (soia, piselli, fagioli), oli vegetali e aromi. In commercio possiamo trovarli sotto le forme più disparate ovvero come burger, polpette, nuggets, salsicce, bastoncini di ‘’pesce’’ ma anche bevande vegetali, yogurt, formaggi e persino le uova vegane!

Ma è davvero possibile emulare i prodotti di origine animale?
Si! Le moderne tecnologie alimentari hanno compiuto passi da gigante in questo campo.
Ad esempio prendendo come riferimento prodotti carnei come hamburger o salsicce è nata proprio una categoria di prodotti definiti come ‘’meat analogues’’.
Con questa definizione vengono indicati i sostituti della carne a base di proteine vegetali texturizzate.
Il principio di produzione dei meat analogues si basa sul processo di estrusione e quindi sulla capacità di impartire a un concentrato proteico vegetale una struttura fibrosa, con lo scopo di imitare quanto più possibile, la struttura muscolare tipica dei prodotti carnei.
Oltre a questo processo risulta fondamentale l’impiego di ingredienti quali estratti e succo di barbabietola per renderli ‘’sanguinosi’’, l’amido di patate e l’olio di cocco per creare succulenza e ricreare la tipica untuosità della carne.

È anche frequente l’utilizzo dei funghi che sono un buon sostituto della carne macinata, nelle proprietà sensoriali come il colore e la consistenza.
Tra i più famosi e innovativi meat analogues presenti sul mercato, troviamo i prodotti della Beyond Meat o di Impossible food.

Esiste anche un’alternativa al pesce?
Si, abbiamo delle buone notizie anche in questo caso!
In commercio sono state formulate delle preparazioni che simulano i classici bastoncini di pesce o persino il tonno. Solitamente l’ingrediente cardine di questa tipologia di prodotti, oltre alle proteine derivanti dai legumi, sono le alghe, nello specifico vengono impiegate molto spesso le alghe marine nori e kombu.
Perché vengono utilizzate le alghe? L’impiego delle alghe ha lo scopo di ricordare il tipico ‘’gusto’’ di mare e la sapidità di questi prodotti in quanto sono una fonte naturale di umami, ovvero quella particolare sensazione gustativa («gradevolezza al palato») indotta dal glutammato monosodico, o monosodioglutammato (MSG), impiegato dall’industria alimentare come insaporente o esaltatore dei sapori.

E per gli amanti dei formaggi esistono delle alternative?
Anche in questo caso la risposta è affermativa!
Oltre alle bevande vegetali esistono diverse alternative allo yogurt prodotte a partire da ingredienti quali cereali come avena, riso, farro, legumi come la soia e frutta oleosa come mandorle, noci, anacardi.
Ma soprattutto passando al settore lattiero-caseario in senso stretto esistono i formaggi vegetali ovvero alternative vegetali ai formaggi che sono solitamente a base di frutta secca, legumi e oli vegetali.
L’offerta di tali prodotti è molto ampia e permette di spaziare tra alternative ai formaggi freschi ma anche stagionati. In particolare è possibile trovare nei banconi frigoriferi dei supermercati la feta vegetale, la mozzarella vegana (anche a fette per farcire dei toast ad esempio ), spalmabili vegetali e formaggi affumicati e aromatizzati al pepe, alle erbe, al tartufo ecc.

Tra gli ingredienti utilizzati per la produzione di questi ‘’formaggi’’ rientrano: l’olio di cocco, gli amidi modificati, i coloranti come i caroteni per impartire la tipica colorazione dei latticini, i legumi come ceci e la frutta secca come anacardi e mandorle.

Lo sapevi che esistono anche le uova vegane?
Si, hai letto bene! Le uova vegane non sono altro che sostituti delle uova che è possibile trovare in polvere, in forma liquida o come uovo intero e sono studiati e formulati per replicare in cucina ricette analoghe alle uova strapazzate, frittate ma anche dolci.
Gli ingredienti utilizzati per realizzarle sono solitamente proteine a base di soia o ceci , fecola di patate o amido di mais, oli vegetali, sale, coloranti come il betacarotene o la curcuma e addensanti come gomma di xantano e lecitina.

Nutella Plant based? Esiste.
Tanto attesa da tutti è finalmente arrivata: la Nutella plant based!
Anche i marchi più iconici come Ferrero si sono adoperati per creare un’alternativa vegetale della celebre crema spalmabile alle nocciole.
Senza latte vaccino e con ingredienti di origine esclusivamente vegetale, questa versione rappresenta una risposta concreta alla crescente domanda di dolci più inclusivi, adatti a vegani, intolleranti al lattosio e consumatori attenti all’ambiente.
Pur mantenendo il gusto e la texture che hanno reso la Nutella famosa in tutto il mondo, la formula plant-based mantiene tra gli ingredienti l’olio di palma ma sostituisce il latte introducendo ingredienti accuratamente identificati dal team di ricerca e sviluppo. Quali sono questi nuovi ingredienti? Si tratta di ceci e sciroppo di riso.
Infatti, lo sciroppo di riso consente di ottenere la stessa delicata dolcezza del latte in polvere, mentre i ceci hanno un gusto ed una consistenza così bilanciate da integrarsi perfettamente con gli altri ingredienti della ricetta originale.
Il lancio di questo prodotto dunque segna un punto di svolta non solo per Ferrero, ma per l’intero settore delle creme spalmabili e dimostra che anche i prodotti più tradizionali possono essere reinterpretati in chiave sostenibile senza sacrificare il piacere!

Quali sono i pro e i contro dei prodotti plant based?
Senza ombra di dubbio la principale motivazione spinge i consumatori a consumare queste alternative è data dalla possibilità di evitare il coinvolgimento e quindi lo sfruttamento degli animali.
Tuttavia non tutti i consumatori sono spinti dall’etica, ma molti di essi preferiscono consumare questi prodotti perché sono poco amanti delle proteine di origine animale o ancora poiché si tratta di soggetti intolleranti al lattosio o aventi allergie alimentari o che seguono una dieta vegana o vegetariana semplicemente per motivi salutistici.
Ed è ormai risaputo infatti che l’eccessiva produzione e consumo di carne rischiano di contribuire a numerosi problemi sia di tipo ambientale sia a livello di salute e portare all’insorgenza di malattie croniche, ma sono anche stati abbondantemente dimostrati i benefici legati ad una alimentazione più vegetale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce pertanto una riduzione dell’assunzione di carne rossa al fine di ottenere una dieta bilanciata, prevenendo in questo modo le cosiddette malattie non trasmissibili come obesità, diabete di tipo II, ipertensione e malattie cardiache.
Il consumo di queste alternative proteiche inoltre permette di raggiungere un altro scopo ovvero quello di avere un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto a quello della carne animale. In particolare permette una riduzione delle emissioni di gas serra e richiede meno energia, una riduzione dell’uso di acqua e una riduzione dell’uso di terreno.
Un ulteriore vantaggio legato al consumo di tali prodotti è di avere una maggiore varietà di alimenti nella propria dieta e sperimentare nuovi gusti e sapori.
Quindi i prodotti plant based sono più sani?
Purtroppo non è possibile rispondere in maniera diretta e senza esitazioni a questa domanda per diverse ragioni.
Per questa tipologia di prodotti è infatti molto importante non lasciarsi ingannare dalle etichette, in quanto anche se di base i prodotti di origine vegetale (tranne rari casi) contengono già di per sé meno grassi saturi e un buon quantitativo di fibre, non è detto che siano necessariamente più sani dei prodotti di origine animale.
Trattandosi infatti di prodotti processati molti di essi presentano in etichetta una lista di ingredienti piuttosto lunga tra i quali figurano additivi, coloranti, emulsionanti, addensanti ecc..
Nello specifico paradossalmente alcuni di questi prodotti potrebbero contenere un quantitativo di grassi, carboidrati e sale molto più elevato di altri cibi di origine animale sia per garantirne la conservabilità ma anche per enfatizzare ed esaltare i gusti.

Uno dei fattori limitanti in merito all’acquisto di tali prodotti è rappresentato dal prezzo. In particolare è emerso dallo studio commissionato da Kite Consulting e AB dairy, i plant based costano ai consumatori il 30% in più per caloria rispetto agli equivalenti da latte o carne.
Vale davvero la pena acquistare prodotti plant based?
Siamo giunti alla conclusione di questo articolo e vi starete infine chiedendo se vale la pena acquistare questi prodotti. Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto capire cosa stiamo cercando.
Infatti nonostante sia ormai chiaro che le alternative plant based rappresentano un’opportunità concreta per ridurre il consumo di prodotti di origine animale, favorendo così scelte più sostenibili, appare altrettanto importante ancora una volta porre particolare attenzione nel leggere le etichette, per scegliere prodotti ben bilanciati e non cadere nell’errore di considerare “più sano” qualunque alimento vegetale.
Quindi sia che voi li scegliate per l’ambiente, per la salute o solo per curiosità è fondamentale capire cosa stiamo davvero mettendo nel nostro piatto ed essere pertanto quanto più consapevoli delle scelte alimentari.

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